Mostre Premi Speciali

ROBERTO CAMBI | OPEN 17

 

Premio Speciale OPEN, Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni 
Location: Venezia Lido e Isola di San Servolo
Artista vincitrice: Roberto Cambi
Periodo espositivo: 28 agosto - 28 settembre 2014


Specifiche:
Roberto Cambi, vincitore del Premio Speciale OPEN, presenta la sua installazione L’ORACOLO in occasione della 17. edizione dell'Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni che si svolge parallelamente alla Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia.

OPEN 17
28.08.2014 - 28.09.2014
www.artecommunications.com

 

OPEN, Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni 
OPEN, Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni inaugura la sua diciassettesima edizione dal 28 agosto al 28 settembre 2014 parallelamente alla Mostra d’Arte Cinematografica.
Più di trenta artisti internazionali che si misureranno con interventi site specific presso le aree pubbliche di Venezia Lido e dell’Isola di San Servolo.
La mostra, ideata e curata da Paolo De Grandis, co-curata da Carlotta Scarpa è organizzata da PDG Arte Communications in collaborazione con la Municipalità di Lido Pellestrina ed è patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero degli Affari Esteri, Regione del Veneto, Provincia di Venezia
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L’ORACOLO di Roberto Cambi
L’oracolo da cui l’opera prende spunto potrebbe essere l’oracolo di Delfi, perno della vicenda di Edipo. Ma fulcro dell’opera non è l’oracolo in sé, bensì la pedana, sulla quale è necessario posizionarsi in modo esatto, in attesa di una risposta alle proprie domande. Al visitatore è richiesto di aspettare l’attivarsi dell’ingranaggio. L’attesa è variabile e può durare fino ai tre minuti.
Qui intravediamo il riferimento ad un altro mito, il mito di Telemaco e di Penelope, in paziente attesa del ritorno del padre e del marito, di Ulisse.
Nell’epoca delle incertezze, l’opera propone una rilettura del presente rifacendosi ai miti in chiave contemporanea. Fermarsi, ascoltare in silenzio le domande che arrivano dal profondo, attendere una nuova parola, la voce che arriva dal nucleo più genuino che risiede dentro ognuno.
Sulla pedana si è soli di fronte a se stessi, l’oracolo è un pretesto, quello che conta è l’attesa. La vicenda di Edipo, che inizia con l’interrogazione di Laio nei confronti dell’oracolo si conclude con Edipo accecato, che solo nella cecità potrà ritrovare sé stesso. La vicenda della casa di Ulisse si conclude con un ricongiungimento, premio della capacità di sapere attendere. L’opera chiede al visitatore di salire sulla pedana con il corpo di un giovane Edipo, con l’anima paziente di Penelope e con lo sguardo di Telemaco, rivolto al mare.
Testo di Ilaria Datta
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