Voce ad alcuni giurati, ecco cosa hanno detto di noi e alcuni suggerimenti agli artisti

In occasione della decima edizione del Premio Arte Laguna, abbiamo deciso di raccogliere le testimonianze di chi, nel tempo, ha fatto parte – come giurato, artista o partner – del premio più famoso e longevo della laguna veneta.
Abbiamo fatto due chiacchiere – tra Milano e Venezia – con alcuni degli ex giurati del premio e ci hanno raccontato il dietro le quinte del lavoro di selezione delle opere, cosa colpisce di più la giuria, su cosa gli artisti devono puntare per passare la selezione e cosa non si deve fare assolutamente. Andiamo per ordine. Certo, magari chi leggerà quest’articolo non è per forza un artista, ma magari un semplice curioso o un fan del nostro premio. Iniziamo allora dalla domanda più generica che abbiamo sottoposto agli ex giurati: “Come avviene la selezione delle centinaia di opere che arrivano".
Enrico Bettinello, direttore del Teatro Fondamenta Nove, ci ha detto che ha passato "intere notti sveglio, come quelle in cui si sta sul divano a guardare ossessivamente le puntate della nostra serie tv preferita, a trovare la chiave di selezione più adatta. Perché le opere che arrivano sono tante e diverse, per stili e fattura ed è difficilissimo trovare i paletti entro i quali le opere devono necessariamente ritrovarsi per passare la prima scrematura". Notti insonni, fortunatamente, Mario Gerosa, caporedattore di AD Magazine, non le ha passate per la selezione delle opere, però ricorda che “è stato un lavoro molto complesso, perché i lavori, in media, erano tutti interessanti. Ho scelto le opere che denotavano un carattere di attualità e sensibilità contemporanea". Artisti, adesso, dovete spalancare gli occhi.
Abbiamo chiesto a Gabriella Belli, direttrice dei Musei Civici di Venezia, qual è, secondo lei, il requisito fondamentale per passare la selezione e diventare finalisti del Premio Arte Laguna. Ha risposto così: "Noi cerchiamo vivacità e singolarità, elementi che ci facciano intravedere una possibilità di sviluppo del lavoro. Non c’è una formula per vincere il premio, bisogna fare il proprio lavoro artistico onestamente e intelligentemente". Secondo Mario Gerosa, invece, più che il requisito giusto ci sono i requisiti: “Oltre ad un appeal immediato, che deve subito far scattare qualcosa nella testa del giurato, ci vuole che l’opera abbia un carattere di novità, cioè che non riprenda qualcosa di già visto. Ecco: bisogna riuscire a dire qualcosa di veramente nuovo". Novità e originalità, sono queste le chiavi di volta per sbloccare la selezione. È d’accordo anche Gabriella Belli: “Il consiglio da dare ai giovani artisti è di essere liberi. Tentare di raggiungere il grado zero, significa arrivare al punto in cui funziona solo la propria creatività, senza essere legati a déjà-vu artistici". Interrogarsi sulla contemporaneità, invece, è per Enrico Bettinello un ottimo punto di partenza. Ma, poi, dopo il premio – vi starete magari chiedendo – c’è vita? Gabriella Belli, che dal Mart ai MuVe, ha visto generazioni di artisti crescere ed eclissarsi assicura che "il premio Arte Laguna è molto importante per i giovani artisti perché dà la possibilità di esporre in una esposizione molto visitata, nella città d’arte per eccellenza".


Questo è il primo capitolo di una serie di interviste che abbiamo realizzato, sempre su questo blog, a breve, pubblicheremo le altre voci che abbiamo sentito e che hanno raccontato, dal loro punto di vista, come, il Premio Arte Laguna, sia arrivato sin qui.

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